Come sta il nostro Trentino? E i suoi abitanti?



Sai che c’è? C’è che l’Istituto di Statistica della Provincia Autonoma di Trento ha da poco pubblicato l’ultima edizione di “Conoscere il Trentino”, il rapporto annuale di dati e statistiche sul territorio della nostra provincia, riferiti agli anni 2014 e 2015. Vi si trovano informazioni sull’utilizzo del suolo, sul numero dei suoi abitanti, la loro età e provenienza, ma anche in materia di scuola e università, economia e lavoro. Analisi che ci fanno capire come la nostra realtà sia cambiata e stia cambiando sensibilmente in questi anni. Da una parte la popolazione che invecchia, il numero di matrimoni e di nuovi nati che calano e l’aumento, anche da noi, dei disoccupati; d’altro canto però crescono anche alcuni settori economici, come il turismo e le nuove imprese fondate e gestite da giovani, donne e stranieri, le start-up e le industrie per la produzione di energia rinnovabile.
Abbiamo raccolto un po’ di dati per cercare di ricostruire un’immagine del Trentino di oggi, un Trentino che guarda al futuro, barcamenandosi tra dinamiche sociali ed economiche sempre più globalizzate, fragili, e in rapida evoluzione.

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Maurizio Zanolla “Manolo”: come ho vinto la gravità



Intervistarlo è difficile. Non solo perché lui è molto restio all’esposizione mediatica. Sì, insomma, non ama stare sulle copertine e immolarsi al sacro altare del giornalismo. Anche perché poi questi “sacramenta” di imbrattacarte tendono sempre a parlare di sé piuttosto che del personaggi che hanno di fronte. Ma intervistare Maurizio Zanolla, in arte “Manolo” è difficile anche per ragioni di geolocalizzazione. Voglio dire: arrivare in Primiero è relativamente facile, il difficile poi è arrampicarsi su quel pendio al limitar del bosco, con i cilindri dell’auto “cittadina” che urlano di dolore. Senza contare che dobbiamo bussare a diverse porte prima di giungere alla sua.
Ma la cordialità con cui ci accoglie ripaga – noi e la nostra auto – di ogni sforzo. La sua è la tipica casetta che in tanti sognano, quando nei momenti di stress prefigurano una definitiva quanto immaginifica fuga dal mondo civilizzato. Soffitti bassi, cimeli e ammenicoli in ogni dove, un calore che ti avvolge e ti mette a tuo agio. “L’ho costruita con le mia mani” dice Maurizio, puntandoci addosso come laser quei due occhioni chiari. È non è certo un modo di dire. L’ha costruita veramente lui, pezzo per pezzo, con le sue… mani. Eccole qua le altre protagoniste di questo ritratto, la mani di Manolo: una propaggine dell’uomo, dell’anima e del cuore. Non due semplici arti di utilità, ma due coprotagoniste di una vita intera.
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Chi era Tullio Garbari (1892-1931)

Tullio Garbari nacque a Pergine Valsugana, allora parte dell’Impero asburgico, il 14 agosto 1892, figlio di Ubaldo e Adelgunda Toller.


formazione
Compì i primi studi pittorici a Rovereto, alle Scuola Reale Elisabettiana, allievo del professore di disegno Luigi Comei. A questo periodo risalgono i suoi primi acquerelli.

I Ribelli di Ca’ Pesaro
Nel 1908 si iscrisse all’Accademia di Belle arti di Venezia, entrando in contatto con i Ribelli di Ca’ Pesaro, un gruppo di artisti -tra cui Umberto Boccioni, Federico Casorati, Tedoro Wolf Ferrari-che rifiutavano l’eccesso di accademismo nell’arte pittorica, ricercando nuovi linguaggi espressivi. Dal confronto con loro, Garbari maturò via via uno stile sempre più personale.

Le prime mostre
Iniziò ad esporre le proprie opere alla Ca’ Pesaro, in una mostra per la quale gli venne commissionato il manifesto, dove vennero esposti 36 dei suoi lavori. Nel 1911 espose un suo dipinto anche alla prima mostra d’arte internazionale a Villa Giulia, a Roma, mentre l’anno successivo, le sue opere vennero esposte alla Filarmonica di Trento.

La Voce trentina
Nel capoluogo trentino partecipò alla fondazione della rivista La voce trentina, fondata insieme ad Alcide De Gasperi. Prese a collaborare anche con La Voce, la polemica testata giornalistica fiorentina di Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini, da cui aveva tratto ispirazione per la creazione della rivista trentina.
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CorInPista 2017, oro al “Croz da la Stria”

Sfidando le previsioni del tempo poco favorevoli, domenica 5 febbraio si è svolta la 10° edizione di CorInPista, l’evento sportivo/aggregativo promosso dalla Federazione Cori del Trentino che ogni anno raduna sulla pista “Le Coste” di Bolbeno tantissimi coristi appassionati di sci e i loro familiari. L’impianto sciistico giudicariese è stato ancora una volta teatro di una manifestazione in cui lo stare assieme e il canto corale sono stati i veri protagonisti, così come il clima di amicizia e di positivo confronto, come è nelle intenzioni della Federazione Cori del Trentino, che ha promosso l’evento con la collaborazione dello Sci Club Bolbeno, della Pro Loco, del Gruppo alpini di Zuclo e Bolbeno. Proprio gli Alpini hanno proposto, come da tradizione in questa giornata, un’area di benvenuto culinario in cui partecipanti e spettatori potevano scaldarsi con lesso, patate “en bronzon”, brodo di carne e l’immancabile vin brulè.

«Lo spirito della manifestazione – ha detto il presidente della Federazione Cori del Trentino, Paolo Bergamo – promuove, come sempre, la conoscenza ed il confronto dei coristi provenienti da tutto il Trentino e delle rispettive famiglie, proponendo una giornata di divertimento e aggregazione molto positiva, nel segno della coralità e dei suoi valori».

150 sono stati gli iscritti alla gara, partecipando alle due specialità in programma: slalom gigante e snowboard. Vincitore di questa decima edizione per quanto riguarda i risultati sportivi è stato il Coro Brenta di Tione che ha sopravanzato il Coro Croz da la Stria di Spiazzo Rendena e il Carè Alto di Vigo Rendena. Nello spirito non agonistico ed aggregativo che è proprio di CorInPista, però, la classifica si compone di una parte sportiva e di una sommatoria di elementi (chilometri da percorrere per raggiungere Bolbeno ed estrazione di punteggi). Dopo l’estrazione delle buste jolly la classifica Cori è così cambiata, con la vittoria del Coro Croz da la Stria di Spiazzo Rendena, al secondo posto il Coro Carè Alto di Vigo Rendena e, bronzo, il Coro Brenta di Tione. Per quanto riguarda la categoria voci bianche il punteggio generale vede al primo posto il Coro i Fringuelli del Brenta mentre la fortuna, con l’estrazione della busta jolly, ha assegnato la vittoria al Coro Le Sorgenti di Ragoli, con il Minicoro la Valle di Sover al secondo posto seguito dal il Coro I Fringuelli del Brenta.
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Sul rotocalco Tv “Tapis Roulant” della Rai regionale

Un nuovo ciclo di trasmissioni dedicato ai luoghi, alla cultura, ai personaggi che sono divenuti simbolo della Comunità trentina. In questa edizione una particolare attenzione è riservata ai musei, ai castelli e ai teatri, alla scoperta delle curiosità capaci di invogliare il visitatore a guardare con occhi nuovi ciò che crede di conoscere da sempre. La prima puntata della serie è dedicata al tema dell’acqua come fonte di vita, elemento indispensabile della sopravvivenza, ma anche mezzo di progresso. Come l’uomo ha saputo sfruttare questo elemento nei secoli? Leggi tutto l'articolo…

Tutta la storia della Coster



A Calceranica e paesi limitrofi il segreto è quello di Pulcinella, considerato che praticamente una famiglia su due ha qualcosa a che fare con la Coster: un parente, un conoscente, un amico che ci lavora lì dentro ce l’hanno proprio tutti.
Come bambini un po’ assonnati che alla sera hanno un bisogno insopprimibile di una storia prima di abbandonarsi alle braccia di Morfeo, così noi avevamo più volte tentato di convincere Rolando Segatta, de facto il “fondatore”, a raccontarci la “sua” di storia. Ma non c’era stato niente da fare. Il suo carattere estremamente schivo, la sua umanità votata alla riservatezza non hanno permesso che si schiodasse dalle sue convinzioni. Fino a che, nell’agosto del 2015, non ci arrivò la triste notizia che all’età di 90 anni Segatta era passato a miglior vita.Leggi tutto l'articolo…

Luciano Pisoni: Al "centro" esatto della musica

LA SUA AZIENDA DETIENE IL 98% DEL MERCATO. QUALE MERCATO? BEH, QUELLO DEI PADS. COSA SONO? SCOPRITELO LEGGENDO QUESTO ARTICOLO. LUI È LUCIANO PISONI, INVENTORE DI “MUSIC CENTER” CHE È MOLTO DI PIÙ CHE UN NEGOZIO DI STRUMENTI MUSICALI. INIZIA A FARE IL MECCANICO DA PICCOLO. DA ALLORA NON SI È PIÙ FERMATO…



Andiamo a casa di Luciano Pisoni con addosso una grande curiosità. Vogliamo capire una volta per tutte cosa producono esattamente i suoi stabilimenti. Perché il marchio Music Center, vabbè, quello da queste parti lo conoscono un po’ tutti. Negozio di strumenti musicali, elettrodomestici dagli anni Ottanta ai primi Duemila. (Alzi la mano chi non è mai andato ad acquistare un televisore, un giradischi, una lavatrice, una chitarra nei locali di Via Brennero e di Gardolo).
In realtà, però, la sua attività “vera” è un’altra. Lui produce un oggettino misterioso chiamato pad. Ok, detto così non risolve il mistero, ma possiamo considerarlo un inizio e se avrete la pazienza di leggerci fino alla fine.
Nel suo catalogo ci sono qualcosa come 200mila pezzi e questo numero farà alzare le orecchie anche al lettore più distratto. Ma partiamo dall’inizio, quando l’avventura Music Center è cominciata.

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Angelo De Tisi: in navigazione sulle onde radio

Direttore di crociera, poliglotta e giramondo, intrattenitore e imprenditore radiofonico. Pignolo, visionario, carismatico. Angelo De Tisi È Un vero vulcano di aneddoti: dal “calumet” di Panama, alla radio locale di aruba che avrebbe ispirato radio Dolomiti, fino a quel tecnico modenese che sarebbe diventato tanto famoso...

Angelo de Tisi è un personaggio, suo malgrado. Riservato, quasi schivo, vive a Margone di Vezzano, con la moglie Brenda, nella casa a picco sul lago di Toblino con vista spettacolare sul lago di Garda. Sì, proprio lì, dove tutto ebbe inizio… Ma forse è meglio procedere con ordine. Perché la storia merita. Chiedo ai lettori di perdonare l’emozione, chi scrive ha vissuto con Angelo un bel pezzo di vita, e quando si riavvolge il nastro c’è sempre il rischio che si inceppi proprio sul più bello. Mi prendo anche la licenza di dare del “tu” all’intervistato.


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Mi chiedo solo se le guardie mediche sono all’altezza del loro compito professionale

Ma alla guardia medica cosa ci stanno a fare? Questa notte alle 4.30 ho telefonato alla guardia medica perché avevo da alcuni giorni 38.5 -39 di febbre con tutti i sintomi influenzali. Ho fatto presente che prendo tachipirina (1000) divisa in due parti ogni 4 ore. Senza tuttavia sortire alcun effetto positivo. Mi viene detto dal medico di turno che essendo adulto devo prendere pastiglie intere da 1000 e non da 500 mg.. Leggendo sia il bugiardino che informandomi su Internet, vengo a scoprire che tachipirina 1000 ha più che altro effetti antidolorifici e non antipiretici. Questa mattina mia moglie è andata in farmacia dove hanno escluso assolutamente l’uso di Tachipirina 1000 per effetti antipiretici. In effetti gli stessi due bugiardini di riferimento ne riportano funzioni diverse! Nella 1000 non viene indicata la funzione antipiretica ma solo antidolorifica. In tale circostanza è stata appunto consigliata la Tachipirina 500 per uso antipiretico! Non faccio ulteriori commenti… Mi chiedo solo se la guardia medica era all’altezza del suo compito professionale… Nulla più! Rif. 7921.
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Un centesimo di sconto al distributore: i s’è propri sbregadi

Una parola sul rincaro benzine e carburanti: viaggiando per lavoro faccio una media di 200 km al giorno: non trovo o vedo un distributore uguale ad altri come prezzi, manco se sono della stessa compagnia petrolifera. Ma sentite questa: a Trento, sulla vecchia strada per Martignano, c’è un nuovo distributore self service, «collegato» ai Supermercati Poli, dove inserendo la tessera fedeltà ti dà uno sconto di... – udite udite, tenetevi forte – un centesimo al litro. Ostrega, i s’è propri sbregadi... Rif. 7827.
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Natale sulle punte

In seguito alla cancellazione del primo titolo della stagione di InDanza, che prevedeva l’attesa esibizione dell’étoile Eleonora Abbagnato e il cui recupero è previsto il prossimo marzo, a Trento quest’anno si dovrà attendere fino alla metà di dicembre per assistere, nel capoluogo trentino, ad uno spettacolo di danza. E speriamo veramente che questa lunga attesa non deluda le aspettative!
Il 14 dicembre il sipario del teatro Sociale si alzerà per accogliere il Balletto di Roma diretto da Roberto Casarotto, protagonista di Giselle. Il titolo non deve ingannare, poiché questa nuova creazione poco o nulla ha a che vedere con lo storico e romantico balletto noto al grande pubblico. Ma ciò a cui potremo assistere sarà senz’altro interessante, soprattutto per il processo creativo seguito per il confezionamento di questa nuova Giselle, che vede la firma di due coreografi contemporanei diversi: la prima parte è stata creata dall’artista israeliano Itamar Serussi Sahar, ex danzatore della Batsheva Dance Company e coreografo residente dello Scapino Ballet di Rotterdam, mentre la seconda parte è stata realizzata dal coreografo austriaco Chris Haring, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2007 e coreografo della compagnia Liquid Loft.
Quest’originale versione non esplora un personaggio che contiene in sé gli opposti riassumibili nella sacra contrapposizione tra vita e morte, ma l’espressione di un sentire esteso e molteplice che appartiene alla comunità dei corpi in scena. Nel primo atto Serussi sceglie di approfondire il tema dell’amore e del tradimento, senza la necessità di un palese contatto fisico tra i danzatori, all’insegna della potenza fisica e carnale che emerge da corpi spogli di quel vezzo pantomimico che tradizionalmente caratterizza il primo atto di Giselle. Ma se la vitalità della prima parte tende a diversificare tra loro i danzatori, il secondo atto recupera una dimensione collettiva più corale. Qua Haring che ha scelto di lavorare sul tema della vendetta legato al tradimento in generale, utilizza una danza multimediale in grado di creare contemporaneamente mondi reali e fittizi che perdono il loro naturale confine e mettono in discussione la definizione stessa di realtà.
Anche la musica originale di Adolpe Adam è stata rielaborata da Richard Van Kruysdijk e Andreas Berger in entrambe le parti e resa contemporanea e quindi adattata alla ritmica e gestualità presentata.
A Rovereto la danza sarà protagonista in tre occasioni: la prima più classica e scontata, ma in tal senso anche rassicurante, vedrà il 6 dicembre al teatro Zandonai la giovane ed eclettica compagnia del Balletto di Milano protagonista dello Schiaccianoci rivisitato da Federico Veratti; la seconda e la terza portano la firma degli artisti contemporanei di casa della compagnia Abbondanza Bertoni. Nello specifico il 14 dicembre, sempre allo Zandonai, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni porteranno in scena il loro evergreen Romanzo d’infanzia, un racconto per grandi e piccini sempre emozionante e piacevole. Invece il 18 dicembre al teatro La Cartiera di Rovereto festeggeranno, come avevano fatto anche in piazza Duomo a Trento nel giugno scorso, il ventesimo compleanno della compagnia, che ricordiamo essere l’unica di professionisti in Trentino, con l’evento Balla con me! Uno spettacolo previsto per un’ora e mezza una domenica al mese e che vedrà tutti coinvolti e protagonisti. E così l’appello lanciato dagli stessi Abbondanza e Bertoni è in sintesi il seguente: “A tutti gli amanti del ballo, del muoversi e commuoversi al ritmo di una musica, di qualsiasi genere, tipo e provenienza geografica… a tutti i ballerini roveretani e trentini, alle danzatrici del ventre, a quelli che girano come i Dervisci, a chi fa afrodanza o capoeira... insomma a tutti i mobili e anche agli immobili di qualsiasi tecnica, luogo ed età: Troviamoci per ballare tutti insieme!” L’invito rivolto alla comunità, che vuol essere un’occasione per alleggerire corpo e anima, riprende quello che Pina Bausch aveva fatto negli anni ’70 nel suo pezzo Komm tanz mit mir, “vieni balla con me” (per info www.abbondanzabertoni.it).
Gli appuntamenti di questo mese con la danza proseguono al Palacongressi di Riva del Garda, dove potremo vedere in scene il 7 dicembre la giovane compagnia emiliana MMContemporary Dance Company protagonista di Carmen e The wall Bolero e il 29 dicembre la compagnia di Rovigo Fabula Saltica presenterà, sulle musiche di Edoardo Bennato, il balletto in due atti di Pinocchio.
Al teatro Cristallo di Bolzano il 21 dicembre e al teatro Comunale di Pergine il 22 dicembre potremo assistere alla rappresentazione della compagnia toscana Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello, protagonista del Lago dei cigni. Questa coreografia di Loris Petrillo vuol essere “un ritorno alle origini”, che si avvale della danza contemporanea per riscoprirne l’originaria classicità; un’operazione assolutamente nuova che mira a svelare il visibile dell’opera, ormai nascosto dalle sue infinite interpretazioni e letture, alla ricerca del concetto dietro il racconto, in un continuo cambio di prospettiva attraverso gli sguardi della danza e della drammaturgia. Info: numero verde 800 013952 - www.centrosantachiara.it.

Le campane insistenti di Vigo Meano

Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al Parroco della Parrocchia di Vigo Meano per chiedere lumi allo scampanio delle ore 6.30, 7.30, 7.45. A quale pro? In città le campane iniziano il loro lavoro alle 7 del mattino... Ovunque, in ogni parrocchia: perché mai quindi noi ci si deve sorbire ogni santo giorno un simile rompimento di timpani?! Ma non si può fare che le campane suonino alle 7 come ovunque e poi alle 7.45 per la Santa Messa delle 8? Speriamo si possa far qualcosa, altrimenti chiederemo aiuto altrove. Perché davvero la cosa sta diventando insopportabile. Rif. 7899.
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“LA VITA ACCANTO”. INCONTRO CON MARIAPIA VELADIANO

Una scrittrice-insegnante, i ragazzi di un istituto superiore e un pubblico di appassionati lettori: un confronto che si incentra su un romanzo, o “racconto lungo” come ama definirlo la sua autrice. Il romanzo in questione è “La vita accanto” (Premio Calvino 2010, edito con grandissimo successo da Einaudi l’anno seguente). La scrittrice è Mariapia Veladiano, insegnante di lettere per più di vent’anni e dal 2011 preside, prima a Rovereto, poi a Vicenza. Con il romanzo Il tempo è un dio breve, ha disegnato attraverso le vicende di una madre e di un figlio un’intensa meditazione su Dio e il dolore. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo per ragazzi Messaggi da lontano e Ma come tu resisti, vita, un piccolo breviario laico sui sentimenti e le azioni della vita quotidiana, e nel 2014 il piccolo saggio Parole di scuola. Ultimo suo romanzo, Una storia quasi perfetta.
Ma è su “La vita accanto” che si concentra l’incontro di sabato 3 dicembre (ore 10.30, a Borgo Valsugana, Auditorium Istituto scolastico “A. Degasperi”). La storia di Rebecca, infatti, nasce da una mancata integrazione della diversità: è una vicenda toccante sul rapporto tra etica ed estetica, sull’importanza di avere accanto, nella vita, “belle persone” più che “persone belle”.
L’incontro – aperto anche al pubblico di lettori e appassionati – sarà moderato dallo scrittore e giornalista Pino Loperfido, direttore del Trentino Book Festival. Al termine, Mariapia Veladiano si concederà volentieri alle domande dei ragazzi e del pubblico in merito al libro, ma anche alla sua vocazione artistica e alla sua visione della scuola, della famiglia, dell’amicizia, della vita...

Coming out in val di Cembra

Un documentario che fa già discutere: per il tema, per l’approccio, per la lingua usata (il dialetto), per la partecipazione a festival internazionali

“Vergòt”, ovvero: che cosa c’è dietro la normalità le solite immagini oleografiche del mondo contadino? Qualcosa, certo. Ma che cosa?
Cecilia Bozza Wolf minimizza: “È una storia qualsiasi che racconta qualcosa che potrebbe accadere in qualunque famiglia”.
Già, ma anche se la regista e film-maker di “Vergot” lo racconta come un tema ordinario, questo film documentario farà parlare e scorrere qualche ruscello di inchiostro.
Un fiume, l’Avisio, che scorre sul fondovalle. Un villaggio, come tanti, nella bassa Valle di Cembra. Un ragazzo, come molti, di diciassette anni. Appena fuori dall’adolescenza, una sera, nel bagno di un locale dove si faceva musica viene “beccato” dall’autrice-regista mentre si passa una sorta di rossetto sulle labbra.
“Ma sei gay”, gli ho domandato? “Lui mi ha guardata sorpreso. Ha negato decisamente e se ne è andato borbottando. Poi, nella notte, mi ha scritto un messaggio: “Sono gay”. il resto è venuto dopo, con il tempo.


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18a edizione del Simposio Top Wine 2950 - Rifugio Maria al Sass Pordoi

Il Simposio Top Wine 2950 è la degustazione di vini più alta al mondo ed è un evento sempre più rinomato e conosciuto. Assolutamente unico nel suo genere si contraddistingue proprio per la particolarità della location: il Rifugio Maria sulla vetta del Sass Pordoi, ad un’altezza di 2950 m, nel cuore delle Dolomiti, proclamate dall’Unesco nel 2009 patrimonio naturale dell’umanità.
Giunto alla sua 18a edizione questo evento vuole essere ed è un simposio alla scoperta dei migliori vini e di gustosi prodotti gastronomici del Trentino Alto Adige.
19 le cantine presenti, tra cui come ospiti speciali una cantina dell’Umbria, una del Veneto e i vini primi classificati del concorso internazionale Müller Thurgau, svoltosi a luglio in Val di Cembra.
Per la parte gastronomica si potranno degustare i prestigiosi prodotti del Caseificio Sociale Val di Fassa, di Martin Speck e del Panificio Boninsegna, e il Piatto Top Wine creato dalla collaborazione tra il pastificio Felicetti e lo chef Vittorio Dariz. Il Top Wine è una manifestazione che desidera proporsi come occasione di incontro tra operatori turistici della zona, appassionati e produttori di vino. Il Rifugio Maria è raggiungibile in pochi minuti con la funivia, dal Passo Pordoi (Canazei – Val di Fassa) fino ai 2950 m. della Terrazza delle Dolomiti, una delle cornici naturali più suggestive al mondo, dalla quale si può godere di un panorama mozzafiato. La partecipazione al Simposio Top Wine 2950 ha un costo di € 50,00 comprensivo di corsa in funivia andata e ritorno, bicchiere serigrafato della manifestazione, porta calice, degustazione dei vini, un piatto di stuzzichini, regalo ricordo e voucher sconto per piatto Top Wine. In alternativa € 33,00 senza andata e ritorno in funivia. Non è richiesta la prenotazione. L’evento è organizzato dalla Società Incremento Turistico Canazei S.p.A. con la preziosa collaborazione dei Sommelier di Fassa e Fiemme.

Quei marroni erano solo piccole castagne tiepide

Mi dispiace giudicare le feste di paese, ma questa volta mi sembra un po’ troppo. Due domeniche fa mi trovavo con amici a Pranzo di Tenno per la festa dei marroni. Bene abbiamo pensato mangiamo le caldarroste magari con il vin brulè. Facciamo i biglietti, quattro per 2 euro, andiamo a prendere i «marroni». Vediamo prendere i «marroni» da un cassone, credo fosse un vecchio freezer, già li non mi è piaciuto... Quando apriamo i sacchettini vediamo i magnifici «marroni», ops!!! Non erano «marroni», ma «castagnote» piccole, forse l’ultima pezzatura delle castagne, non solo per grandezza, ma anche per qualità. Erano tiepide, caldarroste tiepide che non si pelavano nemmeno. Quelle che riuscivo a pelare erano o marce o bruciate, ben poche erano mangiabili. Ma sono questi i marroni di Pranzo di Tenno? Giudicate voi. Siamo rimasti delusi e a che... prezzo. Rif. 7781.
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L’ospedale deve avere un megaparcheggio ed essere rialzato

I l signor Mauro Corazza («Agire per il Trentino») ci dice che eventuali esondazioni interesseranno la via Desert, dove sorgerà il futuro ospedale di Trento. Questa notizia mi spinge a muovere una critica ai progettisti degli ospedali che presentano gravi difetti già al taglio del nastro. Per esempio, non è possibile continuare a costruire ospedali che non abbiano un parcheggio adeguato al numero di pazienti ospitati. Il disagio per i parenti dei pazienti è mostruoso in tutta Italia. Suggerisco un’idea per prendere due piccioni con una fava. Alla base dei futuri ospedali dovrebbe essere costruito un megaparcheggio (gratuito) in modo da portare le corsie degli ammalati ad almeno otto metri sul livello della strada. Semplice, non è vero? Spero che ci sia qualche orecchio ricettivo perché ci sono molti ingegneri che si mettono le mani nei capelli nel vedere gli errori innumerevoli concettuali commessi da tanti loro colleghi. Chissà se quelli della diga del Vajont hanno continuato a costruire: mi piacerebbe saperlo. Fatto sta che da allora ne sono successi di disastri! Rif. 7777.
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Grazie al dr. Marco Tiberi per umanità e professionalità

Desidero esprimere il mio personale ringraziamento al dr. Marco Tiberi dell’Ospedale S. Camillo di Trento per la professionalità dimostratami in occasione delle sue visite specialistiche nel corso del tempo, in questi due anni che mi ha sotto osservazione. Oltre che dimostrare una professionalità al top di gamma nel suo settore (Urologia) è una persona dalle doti umane veramente encomiabili. Un vero esempio da cui molti suoi colleghi, anche nelle altre specializzazioni, dovrebbero imparare a gestire il rapporto medico-paziente. Grazie dr. Tiberi! Lei è l’icona di riferimento al miglior servizio di qualità nel rapporto tra medico e paziente. Un suo paziente. Rif. 7778.
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I-CONN SUSCITA INTERESSE A TRENTO SMART CITY

Si è presentato a Trento Smart City Week I-CONN, il sistema tecnologico per l’erogazione di servizi da remoto che renderà possibile un nuovo modello di Smart City anche in quei Comuni e territori che spesso vengono appellati come “periferia”. Nato da una approfondita analisi delle esigenze del cittadino, I-CONN ha mostrato le proprie funzionalità e potenzialità di sviluppo in occasione di “Smart City Solutions and Challenges”, la sezione progettuale che ha messo in contatto le aziende più innovative del settore e gli amministratori pubblici nei giorni di lunedì 12 e martedì 13 settembre in Piazza Duomo a Trento. E grazie all’importante vetrina, I-CONN ha incontrato l’interesse di amministratori di enti pubblici e di società di servizi giunti appositamente a Trento per capire cosa si muove nel panorama delle soluzioni tecnologiche più innovative, facili e intelligenti. In particolare, ciò che ha colpito il visitatore dello stand di I-CONN sono state la facilità di utilizzo del modulo interattivo, che non richiede approfondite conoscenze informatiche, e l’attenzione al rapporto umano e al confronto diretto tra utente e pubblico funzionario, che non viene in nessun modo sostituito dall’impiego del sistema informatico. Lo sportello ideato e realizzato da Nitida Immagine di Cles in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, infatti, consente di distribuire da remoto certificati e documenti e di completare pratiche amministrative come se si trattasse di un classico sportello della pubblica amministrazione che, in questo modo, potrà ottimizzare le risorse, decentrare i servizi e migliorare la qualità dei servizi stessi, rendendo la loro erogazione più semplice e veloce.

mons. Santin ha preso casa al santuario di monte Grisa, Trieste

Il bronzo, opera dello scultore trentino Bruno Lucchi, tre metri e mezzo di altezza e una tonnellata e duecento chili di peso, dopo un’attesa di tre anni, ha trovato finalmente dimora sul sacrato del tempio mariano progettato da prof. Ing. Antonio Guacci, la straordinaria costruzione che domina lo splendido golfo e la città di Trieste.
La benedizione, dice padre Luigi Moro rettore del santuario, il 12 ottobre alle ore undici, provvederà il vescovo Gianpaolo Crepaldi, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza, la presidente della regione Debora Serrachiani, e tantissimi amici di mons. Santin sia italiani che istriani.
Il tempio di Monte Grisa, nato da un voto che Mons. Santin fece alla Madonna di Fatima perché salvasse la città durante la guerra, la benedizione sarà alla vigilia dell’ultima delle sei apparizioni della Madonna di Fatima.

Successo per la quinta edizione di “Medita”

Si è conclusa con grande successo la quinta edizione di Medita, la Mostra dell’Editoria Trentina che si è svolta in Piazza Fiera a Trento. Tredici editori presenti, decine di presentazioni di novità editoriali, la significativa mostra presentata dallo Studio d’Arte Andromeda e intitolata “Futuro” e molti altri appuntamenti culturali hanno attirato migliaia di appassionati nei tre giorni dell’evento, dal 23 al 25 settembre, in piazza Fiera a Trento. Numeri che confermano la riuscita dell’iniziativa voluta dall’Associazione Editori Trentini e sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Trento e da altri sostenitori privati.
Migliaia i libri venduti. Un bilancio dunque estremamente positivo che ha confermato ancora una volta quanto grande sia l’interesse e l’amore dei trentini per il libro. Non per niente siamo la regione italiana in testa alle classifiche per persone di 6 anni e più che, anche nel 2016, hanno letto almeno un libro nel tempo libero.
Questa edizione di “Medita”, ci pare giusto ricordarlo, è stata impreziosita dall’annuncio, da parte del consigliere provinciale Lucia Maestri, dell’approvazione dell’attesa Legge provinciale sul libro e sula piccola editoria, che si prefigge di tutelare la categoria e regolamentare il settore. Insomma, buoni auspici per un proficuo proseguimento del lavoro cominciato cinque anni fa.

25° ACI GOLF GOLF CLUB FOLGARIA

Nella verde cornice di Folgaria, la bella struttura sportiva del Golf Club di Folgaria ha ospitato il 24 luglio scorso la tappa trentina del torneo nazionale ACI GOLF 2016.
La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 25^ edizione, prevedeva 25 selezioni interregionali attraverso le quali accedere alla finale internazionale che si disputerà in Spagna ad Estepona sul campo dell’Atalaya Golf & Country Club dal 25 settembre al 2 ottobre 2016.
Molto importanti gli sponsor che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione: Mulberry & Mûrier, Soldateschi & Co., TotalErg, +energia, MG.KVIS, Wilson Staff, Auricchio, Alpitour, Golf Television e a livello locale Marangoni, Cavit, Felicetti, Gelateria Pasticceria Bologna, Caffè Bontadi, Exquisita, Educa e Ambiente, Dorigoni, Areaderma, Sighel, 100-one, pasticceria Filippi & Gardumi, Cassa Rurale degli Altipiani, Trentingrana Dop.
L’ottima organizzazione del Golf Club, ha permesso ai 110 partecipanti di sfidarsi su un campo molto tecnico di 18 buche. Il regolamento delle prove nazionali prevedeva la formula Stroke Play su tre categorie riservate: 1^ categoria: Ega handicap fino a 11,4 “18 buche medal”, 2^ categoria: Ega handicap da 11,5 a 26,4 “18 buche stableford” e 3^ categoria: Ega handicap da 26,5 a 36 “18 buche stableford”.
Avranno inoltre la possibilità di partecipare alla kermesse conclusiva, potendo usufruire di speciali condizioni di viaggio e soggiorno a Estepona, i Soci ACI che abbiano disputato e terminato una qualsiasi delle 25 gare di selezione e i premiati alla finale del 2015 di Maiorca e i Campioni Italiani delle precedenti edizioni.
Alla premiazione il Segretario del Golf Club di Folgaria, Daniele Binda ha ringraziato l’Automobile Club Trento per aver portato al Folgaria Golf Club la selezione trentina del torneo Aci Golf; ha dato il benvenuto al Direttore dell’Automobile Club Trento Alberto Ansaldi al Vicepresidente Comm. Guido Malossini, il Direttore dell’Azienda per il turismo Alpe Cimbra Folgaria, Lavarone, Luserna Dott.ssa Daniela Vecchiato e a tutti gli altri intervenuti alla premiazione.

Una fascia per Giorgia

Bella, alta, bionda. Ma non solo. Giorgia Zenatti, diciottenne di Rovereto che ha conquistato un importante riconoscimento nel recente concorso di Miss Italia, ha molti progetti per il suo futuro. E, insieme a tante altre curiosità, li ha raccontati a TRENTINOMESE.



Arriva trafelata al nostro appuntamento, con una borsa da viaggio al seguito, pronta a partire per Treviso per una campagna pubblicitaria, uno dei tanti impegni che la vedono protagonista in questo periodo. Ma nonostante gli orari e i vincoli di tempo, sfodera uno dei suoi bei sorrisi e si accomoda nello studio, pronta a raccontare ed a raccontarsi.
Dalle prime informazioni riusciamo subito a capire che Giorgia possiede molte qualità, tra le quali spicca l’attitudine allo studio. Diplomatasi quest’anno al Liceo Linguistico di Rovereto con la massima valutazione, 100 (wow!), a breve inizierà a frequentare l’Università trilingue a Bolzano, dove studierà economia e management.

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Mauro Giacca: "Meglio sognare che non farlo"

Ecco un vero self made man. Una casa super domotica, tra classicità e design ultramoderno. Un’azienda leader nel settore della componentistica elettrica e un grande progetto sul calcio Trento che comincia a dare i suoi frutti. Mauro Giacca lavora con la convinzione che la sinergia sia la parola chiave per raggiungere qualsiasi traguardo nella vita. Anche quelli tracciati dalle passioni più grandi. Insomma, una storia personale che forse è anche un po’ la storia di una comunità.

La sua casa, innanzitutto. Una costruzione che non passa inosservata. Potrebbe esserlo su una rambla di Barcellona o su una collina di Los Angeles, ma qui a Trento, a due passi dall’ospedale Santa Chiara, inosservata proprio non riesce ad esserlo. A definirne lo stile ci penserà lui stesso all’interno dell’articolo che TrentinoMese ha deciso di dedicargli questa volta. Lui è Mauro Giacca, classe 1971, viso da ragazzo, idee da uomo navigato e convinzioni da saggio capo indiano. Una breve vita quella che fino ad oggi ha voluto dividere in tre, tra gli affetti, la passione per il lavoro e quella per lo sport più bello del mondo: il calcio.


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Legno intagliato e creta foggiata

A Baselga il prof. Emilio Picone presenta ritualmente le sue opere di rara bellezza. Entrando alle sue mostre o nel suo locale laboratorio veni subito attratto dalle molte anfore, canopi e vasi smaltati presenti, cotti al terzo fuoco, con Desiree Croiset, presso la villa di Chiara Tonini. L’artista è ormai acquisito dal centro turistico che frequenta più assiduamente dopo il pensionamento dal Liceo “da Vinci”. Le passeggiate nell’ambiente, nei boschi, gli hanno offerto l’occasione di recuperare tronchi e radici, specie di olmo, che con professionalità trasforma in figure “viventi”. Con le “sue sgorbie” e scalpelli sa conferire una certa umanità, far rivivere quei tronchi, quelle ceppaie come fossero Gorgonidi, Nereidi, Aguane, Maghi “rasta” scarmigliati. Un Pinocchio di legno, snodabile con capelli di radice, quindi anche lui “Pinocchio rasta”, seduto su uno sgabello, ti indirizza verso altre figure scolpite che hanno pose ieratiche, ma sanno trasmettere messaggi umani, creare simpatiche presenze. Oltre queste figure tridimensionali, c’era la serie innumerevole delle ceramiche smaltate dai colori accattivanti, dalle forme più strane, ma utili per le attività domestiche o per metterci, se si vuole, dei fiori. La creta sotto l’abile maestria dell’artista viene plasmata con la cosiddetta foggiatura “a colombino”, antica pratica dei maestri ceramisti. Quindi su questi oggetti d’arte è stato steso il colore, che con studiata tecnica che dona possibili risultati a volte voluti, per scelta, a volte improvvisi. Alle sue mostre, sono quasi sempre presenti il sindaco di Pinè, l’assessore comunale alla Cultura, che assieme alla Biblioteca di Pinè, organizzano importanti momenti culturali sull’Altopiano. Altre presenze fattive ed importanti sono ad esempio l’artista Chiara Tonini, il suo collega d’Istituto prof. Amedeo Savoia, gli estemporanei turisti che soggiornano nel Pinetano. La casa della signora Giuliana, sua moglie, è costellata di sue opere: disegni, acquerelli, pitture ad olio che riprendono paesaggi pinetani, ambienti dei vari paesi con particolari angolazioni che “sono magari sparite nel tempo” per l’incalzare urbanistico e di trasformazione del territorio.
Emilio Picone però è anche un ottimo presentatore di mostre di pittura. Un esempio: quella mostra presso la sala consigliare di Gargnano con Chiara Tonini e la russa Solaye Nova dell’accademia State Art Academy di San Pietroburgo. Ora il nostro artista sta preparando dei moduli bidimensionali con figure classiche, altre fiabesche che vengono modellate, attraversate dalla luce .La loro struttura così sembra evanescente, permette di fantasticare ancorando il pensiero a leggende del Pinetano, a ripensamenti di personaggi fiabeschi, a rivisitazioni di figure ieratiche classiche che questa “fettuccia” di ceramica ci propone con colori d’estemporaneo realizzo.
Ascoltare il prof. Picone mentre, quasi con noncuranza, distacco, indifferenza, presenta le sue opere, è delizioso. Rimani rapito dal suo accento centromeridionale, semplice ed arguto, che presenta figure ed opere reali con accenti che affascinano come una fiaba.
Luciano De Carli

Qui si cura la libertà



Tutti lo chiamano “carcere”, ma in realtà si tratta di una casa circondariale. I detenuti previsti erano 244, oggi sono 330. Siamo andati a “visitare” la struttura di Spini di Gardolo. Tante le attività svolte all’interno, anche per conto di committenti esterni. E poi abbiamo parlato con alcuni detenuti, registrandone ricordi, speranze e recriminazioni...

Più che privare della libertà, il carcere la congela, la custodisce come si fa con una cosa preziosa. Ma la nostra visita ci ha fatto balenare nella mente un’altra immagine suggestiva: quella di un’incubatrice. Come se la libertà di chi ha commesso un crimine fosse una sorta di nascita prematura che necessità. Oppure un malanno che va debellato quanto prima.
Intanto cominciamo col dire che quello di Spini, se genericamente è usuale chiamare “carcere”, è in realtà una casa circondariale, cioè un carcere giudiziario e non una casa di reclusione. Insomma, vi sono detenute solo le persone in attesa di giudizio e quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni (o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni). Fine della lezioncina etimologica.
Siamo a Spini di Gardolo, una zona industriale zeppa di capannoni, camion, uffici e officine varie. Sì, un mezzo carcere pure questo, ma a frequenza volontaria. La nostra meta è una costruzione squadrata posta in fondo ad un lungo viale. La prima cosa che salta all’occhio è che non si vedono sbarre; quelle sono tutte all’interno: una piccola ipocrisia architettonica al servizio del politicamente corretto? Forse. Ma ad una prima distratta occhiata non si vedono nemmeno torrette di guardia o filo spinato. Sì, la Casa Circondariale pare proprio l’ennesima azienda dell’aziendopoli posta a nord del capoluogo. Tutt’altra cosa rispetto al vecchio carceraccio di via Pilati: lì le sbarre si vedevano eccome, e pure i detenuti, assieme a tutte le leggende che giravano su quel luogo, docce di acqua fredda comprese...


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Nuovo Defibrillatore sul Monte Bondone

Salvare una persona da un arresto cardiaco è questione di minuti. Per questo motivo l’Hotel Montana si è attrezzato con il primo defibrillatore cardiaco del Monte Bondone. Un modello DAE Philips semiautomatico è installato da oggi ben visibile all’ingresso dell’Hotel Montana, a Vason sul Monte Bondone. Sarà sempre pronto e a disposizione di tutti in caso di bisogno.
Dopo il corso, gestito dall’Associazione Orsa Maggiore, il personale dell’albergo assieme ad altri colleghi della località e allo staff della SecureLife di Lavis hanno conseguito il certificato di formazione BLSD (Basic Life Support con uso di Defibrillatore) per intervenire precocemente in attesa del personale di soccorso.
Statisticamente, in Italia si verifica ogni anno un caso di arresto cardiaco ogni 1.000 persone. Un intervento immediato può arrivare a dimezzare i decessi. Pur non essendo imposto dalla legge, riteniamo che garantire ogni possibile aiuto in questa evenienza sia un imperativo morale per chi come noi lavora a contatto con la gente.
Si vuole con questo offrire un ulteriore servizio a tutta la località, e ribadire l’impegno per il territorio. La famiglia Barbieri si augura che altri condividano la scelta, che – per quanto onerosa – risulta ancora sostenibile da parte di una struttura ricettiva. L’Hotel Montana ha ringraziato la ditta SecureLife di Lavis e la ditta AMS di Trento per aver reso possibile questo traguardo, e il personale dell’associazione Volontari Primo Soccorso Orsa Maggiore.

RIGOTTI ALL’ALPENRESORT BELVEDERE DI MOLVENO

Concretezza e fantasia. Semplicità e ricerca. Saranno questi i punti cardinali che guideranno la nuova avventura di Diego Rigotti, chef trentino che ha conquistato per tre anni consecutivi la stella Michelin a Maso Franch. Sarà l’AlpenResort Belvedere di Molveno il locale dove lo chef continuerà a dare forma alle sue idee con piatti nei quali si intrecciano tradizione e innovazione, sapori del territorio e materie prime di altissima qualità provenienti da diverse zone d’Italia e del mondo. Caratteristiche che lo hanno consacrato tra i migliori chef a livello nazionale, come dimostrano i riconoscimenti che gli sono stati assegnati negli ultimi anni: oltre alla Stella Michelin, il premio come Miglior Chef Emergente d’Italia e la finale europea del Bocuse d’Or a Stoccolma.
«Questa esperienza è un’opportunità molto stimolante», afferma Rigotti. «Ho trovato l’ambiente ideale per far emergere la mia idea di cucina, valorizzando prodotti del territorio, ma scovando anche materie prime meno note. La ricerca, sia per quanto riguarda i prodotti che dal punto di vista delle tecniche utilizzate, è un aspetto centrale nel mio lavoro». Un filo conduttore sono sicuramente le erbe che accompagnano ogni portata, esaltando sapori e contrasti e portando di fatto il bosco e la montagna nel piatto. «Mi piace moltissimo lavorare con le erbe e sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e insolito, senza trascurare le erbe “classiche” delle nostre zone», afferma lo chef.
L’Alpenresort Belvedere Wellness & Beauty, gestito dalla famiglia Giordani, è una struttura 4 stelle che domina dall’alto lo splendido lago di Molveno, ai piedi delle maestose Dolomiti di Brenta. L’hotel è stato completamente ristrutturato di recente e tutti gli ambienti sono caratterizzati da un design moderno ed elegante. Al suo interno si trova il ristorante Perla del Lago che, oltre al servizio per gli ospiti del resort, prevede un interessante menù a la carte firmato dallo chef Diego Rigotti, affiancato in cucina da uno staff importante: Mohammed Iamnur, Matteo Weber e Alessandro Gualitti. L’obiettivo è di proporre una cucina di alta qualità, ma accessibile.

La grappa Segnana Sherry Cask trionfa agli Oscar del Vino

La Grappa Segnana Sherry Cask è da Oscar: secondo il Premio Internazionale del Vino, conosciuto nel settore come l’Oscar del Vino, è infatti la “Miglior Grappa 2016”.
Una vittoria decretata dal risultato dei voti dei lettori di Bibenda, il magazine edito da Franco Maria Ricci per la Fondazione Italiana Sommelier, e celebrata da una platea di istituzioni, artisti e rappresentanti del mondo vinicolo riunitasi il 24 aprile scorso nel prestigioso Hotel Rome Cavalieri di Roma. Una serata all’insegna del buon vino (e della buona grappa!), ma anche del glamour: una vera e propria “Notte delle Stelle” presentata da Caterina Balivo, che sarà trasmessa da Rai 2 nel mese di giugno. La conduttrice, chiamando sul palco Marcello Lunelli, Presidente e Responsabile Tecnico della Distilleria, ha presentato Segnana come “parte della storia della Grappa dal 1860, che crea distillati eleganti e armoniosi”.

Premiati “Manifesto” e “SportWeek”

Il Manifesto ha vinto con un titolo, «Niente asilo», apparso sulla prima pagina del 3 settembre 2015 e accompagnato dalla foto di Aylan, il bambino siriano morto su una spiaggia turca che ha commosso il mondo. Questa la motivazione: «Splendida e terribile. Una prima pagina, questa del Manifesto, che è perfetta, nella sua tragicità, in forza della straordinaria simbiosi tra l’immagine di un corpicino che è stato abbandonato dalla vita e il titolo, due parole soltanto che hanno tanti significati, uno soprattutto che più brutale non si può: fine delle speranze per questo bimbo morto inseguendo la speranza».
SportWeek si è invece aggiudicato la «Copertina dell’Anno» grazie all’immagine del bacio di due uomini che, con il titolo «Chi ha paura di un bacio?», suggella un servizio, pubblicato l’11 luglio 2015, sugli ultimi tabù degli italiani. «Soprattutto coraggiosa questa copertina di SportWeek», si legge nella motivazione «E di coraggio bisogna averne non poco per proporre, a compendio di un’inchiesta su sport e omosessualità, il bacio tra due uomini, per giunta giocatori di rugby, per qualcuno lo sport più maschio che ci sia».
Il Premio Ferrari «Arte di Vivere Italiana - Articolo dell’Anno», destinato alla stampa estera che abbia valorizzato in chiave originale uno o più temi legati allo stile di vita italiano o al Made in Italy di eccellenza, è stato invece attribuito alla Frankfurter Allgemeine Zeitung per lo speciale magazine dedicato a Expo Milano 2015 e, più in generale, al Belpaese.
La proclamazione dei vincitori è avvenuta l’11 maggio, nel corso di una serata moderata dal direttore di Sky TG24 Sarah Varetto, che ha riunito alla Triennale di Milano molte personalità del giornalismo, della cultura e dell’imprenditoria. Coerentemente con la vocazione delle Cantine Ferrari a proporsi come ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana, la consegna dei premi è stata accompagnata da un dibattito sui valori dello stile di vita italiano e sulla percezione del nostro Paese nel mondo, di cui sono stati protagonisti due grandi esponenti dell’italianità quali Luca Cordero di Montezemolo e Giovanni Malagò, presidenti rispettivamente di Alitalia e CONI.