“Il padre” con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere

Il dramma di Florian Zeller vedrà Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco del Teatro Sociale, dall’8 all’11 febbraio

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi , luoghi e persone. Queste parole fanno riferimento a “Il padre” di Florian Zeller che vedrà Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco del Teatro Sociale dall’8 all’11 febbraio per la stagione della Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S.Chiara. “Il Padre”, qui nella regia di Piero Maccarinelli, debutta nel settembre del 2012 al Hébertot Theatre di Parigi con Robert Hirsch, diretto da Ladislao Chollat e replica sulle scene francesi fino al 2014 riscuotendo un grandissimo successo. Candidato al prestigioso Prix M olières nel 2014 si aggiudica il premio come miglior spettacolo dell’anno. Viene ripresa nel 2015 Comédie des Champs-Elysées. Nel 2015 l’opera viene adattata per il grande schermo da Philippe Le Guay col titolo “Florida”ed è stato inoltre rappresentato a Londra al Wyndham ‘s Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner. La storia è quella di Andrea un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. Con grande abilità l‘autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa...