Carlo Alfano al Mart

Il Mart di Rovereto prosegue, fino al 22 aprile, l’indagine dedicata all’opera degli artisti che nel secondo Novecento, superando i confini delle pratiche tradizionali, hanno contribuito in maniera determinante a ridefinire l’orizzonte delle ricerche contemporanee. L’esposizione monografica è la prima importante retrospettiva sull’opera di Carlo Alfano prodotta da un’istituzione. Muovendo da un nucleo di lavori raramente esibiti o da anni assenti dalla scena espositiva internazionale, la mostra illustra il percorso creativo dell’artista dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta. Cinquanta opere, molte delle quali di grandi dimensioni, testimoniano gli sviluppi di una ricerca non ancora pienamente indagata. Dopo gli esordi legati alla pittura Informale degli anni Cinquanta, Carlo Alfano (1932-1990) avvia una riflessione dedicata ai meccanismi della visione e della percezione, che dalla produzione di opere d’arte cinetica approda alla realizzazione di ambienti tridimensionali. Dalla fine degli anni Sessanta l’attitudine analitica che lo contraddistingue assume con sempre maggiore evidenza i caratteri della ricerca concettuale. Ampiamente rappresentata in mostra, questa stagione è caratterizzata da elementi linguistici e filosofici che indagano lo spazio e il tempo, l’individuo e l’altro da sé.

Il mondo di Othmar Winkler

Nel visitare un’esposizione, una attenzione particolare è rivolta sempre all’allestimento, alla messa in scena dell’opera. Ci sono veri e propri capolavori la cui visione è completamente rovinata dalle posizioni sbagliate delle luci, dall’immancabile e funesto riflesso, dal perdersi nel colore della parete, dall’esser posto all’altezza sbagliata, ecc. Tutti fattori questi che inficiano e impediscono una sana fruizione estetica dell’opera. E di esposizioni completamente rovinate ce ne sono state tante e ce ne saranno ancora molte, e questo succede spesso quando sull’opera – il vero soggetto – prevale il progetto dell’architetto/allestitore. Due protagonisti in una sala solitamente litigano e lo spettatore non è venuto certamente per visionare il progetto espositivo ma per assaporare il lavoro. Read More…