Filarmonica Trento: Trio Sitkovetsky, la pianista Avdeeva e l’Orchestra Concerto de’ Cavalieri

La stagione della Società Filarmonica di Trento il 6 febbraio ha in cartellone il Trio Sitkovetsky (Alexander Sitkovetsky violino, Isang Enders violoncello, Wu Qian, pianoforte), impegnato nei Trii op. 1 n. 3 e op. 70 n. 2 di Ludwig van Beethoven e nel Dumky Trio op. 90 di Antonin Dvorák (Trento, Sala della Filarmonica, ore 20.30). Forma d’intrattenimento aristocratico, come è evidente soprattutto all’ascolto delle pagine beethoveniane, fatto proprio dal romanticismo più intimo e più impegnato, il Trio con pianoforte si presenta in questa serata con alcune delle sue pagine più significative, frequentate abitualmente dal Sitkovetsky Piano Trio, portate ormai a un altissimo grado di intensità espressiva come nel caso del capolavoro “nazionalistico” di Dvorák. Nel mondo della musica da camera è intramontabile il ricordo del Trio Beaux Arts (attivo dal 1955 al 2008 e ascoltato anche a Trento), punto di riferimento assoluto per gli appassionati a questa formazione. Oggi, sulla strada aperta dal mitico Menahem Pressler, è in prima posizione il Trio Sitkovetsky, primo vincitore del Premio internazionale Chamber Music Award (2008) e del Mecklenburg Vorpommern Festival 2009. Le grandi sale internazionali (Wigmore Hall, Concertgebouw di Amsterdam, Alte Oper di Francoforte, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Lincoln Center e altre) non hanno più segreti per loro, tre dinamici musicisti di differenti lingue e culture, incontratisi alla Yehudi Menuhin School.
Segue, il 14 febbraio, il recital della pianista Yulianna Avdeeva, vincitrice del Concorso Chopin nel 2010, prima donna a trionfare in 45 anni (dopo Martha Argerich). Sono in programma: Toccata BWV912 e Overture in stile francese BWV831 di Johann Sebastian Bach, Sonata n. 3 in si min. op. 58 e Tre mazurche op. 59 di Fryderyk Chopin. Dopo l’affermazione allo “Chopin”, la pianista russa ha intrapreso una carriera di livello mondiale, percorsa con discrezione, senza nessuna frenesia. È “un’artista che lascia respirare la musica”,è stato detto di lei: con modestia, eleganza e intelligenza conquista il pubblico di tutte le sale imponendosi con un carattere del tutto particolare: nelle sue letture l’aspetto emotivo è sempre controllato, mai esasperato. Proveniente da una scuola severa (si è formata alla Gnessin Special School di Mosca e alla Hochschule der Künste di Zurigo), oggi è ospite delle sale internazionali più quotate.
Lunedì 19 febbraio è quindi la volta dell’Orchestra Concerto de’ Cavalieri diretta da Marcello Di Lisa, con Maurice Steger quale solista al flauto diritto; vengono eseguiti brani di Arcangelo Corelli, Antonio Vivaldi, Domenico Scarlatti, Domenico Sarro, Tomaso Albinoni. Il “Concerto de’ Cavalieri” si è rapidamente imposto all’attenzione del pubblico come una delle formazioni di maggiore interesse nel panorama della musica antica italiana. Il nuovo ensemble è stato fondato a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, dove Marcello Di Lisa ha riunito musicisti attivi in importanti realtà di musica antica in Europa. Il travolgente successo del gruppo è legato a un’interpretazione che coniuga intensa vitalità, forti contrasti, brio e ricchezza di suono a una profonda ricerca filologica e al rispetto della prassi esecutiva, rigorosamente su strumenti originali. Presente nel mondo discografico con l’etichetta della Sony, il “Concerto de’ Cavalieri” nelle sue ormai numerose tournée internazionali collabora regolarmente con solisti come Daniela Barcellona o con l’incredibile flautista svizzero Maurice Steger. Nato a Winterthur nel 1971, Steger ha studiato alla Musikhochschule di Zurigo. Dopo aver vinto i premi più prestigiosi ha conquistato le platee del mondo intero, passando dall’Europa all’America; assolutamente affascinante e seducente il suo virtuosismo, qui unito a un suono orchestrale altrettanto intenso.