Più ricchi, “boscosi“ e attempati: il Trentino del XXI secolo



Tutti in posa, cheese... Tanti, pochi, vecchi, giovani, sposati, disoccupati... chi sono, come sono e cosa fanno i trentini oggi? Abbiamo raccolto qualche dato dall’analisi annuale dell’ISPAT, per restituirvi una fotografia aggiornata


L’Istituto di statistica della Provincia Autonoma di Trento ha pubblicato la nuova edizione di “Conoscere il Trentino”, il rapporto che ogni anno raccoglie dati e informazioni sulla realtà della nostra provincia, riferito all’anno 2016. Uno studio che analizza diversi aspetti, da quelli geografici a quelli demografici, economici e culturali, mettendoli a confronto con le statistiche di anni e decenni precedenti, per mostrare quanto e come il Trentino sia cambiato nel tempo, e in che direzione si stia muovendo. L’immagine che emerge da questo rapporto è quella di un Trentino sempre verde e sempre più attraente per i turisti; sempre più riciclone e attento alle energie rinnovabili; di anno in anno più popoloso ma anche più attempato... Ma andiamo un po’ a scoprirlo nel dettaglio!


Leggi tutto l'articolo qui:
http://www.curcuegenovese.it/index.php/libri/trentino-mese.html

Turismo trentino: la pagella è questa!



TRASPORTI, STRUTTURE, GASTRONOMIA ED EVENTI: CHE VOTO DARE ALLE PROPOSTE CHE IL TRENTINO OFFRE AI SUOI VISITATORI? È IL TURISMO TRENTINO UNA VERA “ECCELLENZA”? RIFLETTIAMO INSIEME A GIANNI BATTAIOLA, PRESIDENTE dell'Associazione Albergatori ed imprese turistiche della Provincia, SU QUANTI PASSI AVANTI SIANO STATI FATTI E QUANTI NE RESTINO ANCORA DA FARE PERCHÉ IL TURISMO TRENTINO SPICCHI DEFINITIVAMENTE “IL VOLO”

Nel corso degli ultimi anni ci siamo abituati ad ammirare il Trentino sulla cima delle più svariate classifiche: per qualità della vita, servizi, sistema scolastico e universitario, tutela dell’ambiente, la provincia di Trento spicca quasi sempre per i livelli raggiunti, soprattutto se confrontati con il resto d’Italia. Sempre nel corso degli ultimi anni ci siamo abituati a sentire accostata al nostro territorio la parola «eccellenza». Ovunque si legge e si scrive delle «eccellenze del Trentino», motivi di orgoglio e di riconoscimento per questo territorio.
Un tratto distintivo dell’economia trentina degli ultimi vent’anni è stato il titanico investimento di sistema sul settore turistico, che ad oggi è l’autentico motore dell’economia locale, quello che ha preservato in buona parte l’equilibrio del territorio dagli scossoni della crisi.
Così ci siamo domandati: alla luce dei risultati lusinghieri del turismo in Trentino e degli innegabili passi in avanti fatti per la promozione territoriale (pensiamo alla sequenza di festival e kermesse che da maggio ad ottobre mobilitano tutta la provincia), possiamo definire il turismo come un’autentica eccellenza del Trentino?
Per rispondere a questa domanda abbiamo sentito Gianni Battaiola, presidente dell’Asat-Associazione Albergatori del Trentino, a cui abbiamo chiesto di dare un voto da 1 a 10 sui fondamentali essenziali del turismo locale.


Leggi tutto l'articolo qui:
http://www.curcuegenovese.it/index.php/libri/trentino-mese.html

Coming out in val di Cembra

Un documentario che fa già discutere: per il tema, per l’approccio, per la lingua usata (il dialetto), per la partecipazione a festival internazionali

“Vergòt”, ovvero: che cosa c’è dietro la normalità le solite immagini oleografiche del mondo contadino? Qualcosa, certo. Ma che cosa?
Cecilia Bozza Wolf minimizza: “È una storia qualsiasi che racconta qualcosa che potrebbe accadere in qualunque famiglia”.
Già, ma anche se la regista e film-maker di “Vergot” lo racconta come un tema ordinario, questo film documentario farà parlare e scorrere qualche ruscello di inchiostro.
Un fiume, l’Avisio, che scorre sul fondovalle. Un villaggio, come tanti, nella bassa Valle di Cembra. Un ragazzo, come molti, di diciassette anni. Appena fuori dall’adolescenza, una sera, nel bagno di un locale dove si faceva musica viene “beccato” dall’autrice-regista mentre si passa una sorta di rossetto sulle labbra.
“Ma sei gay”, gli ho domandato? “Lui mi ha guardata sorpreso. Ha negato decisamente e se ne è andato borbottando. Poi, nella notte, mi ha scritto un messaggio: “Sono gay”. il resto è venuto dopo, con il tempo.


Leggi tutto l'articolo qui:
http://www.curcuegenovese.it/index.php/libri/trentino-mese.html

Qui si cura la libertà



Tutti lo chiamano “carcere”, ma in realtà si tratta di una casa circondariale. I detenuti previsti erano 244, oggi sono 330. Siamo andati a “visitare” la struttura di Spini di Gardolo. Tante le attività svolte all’interno, anche per conto di committenti esterni. E poi abbiamo parlato con alcuni detenuti, registrandone ricordi, speranze e recriminazioni...

Più che privare della libertà, il carcere la congela, la custodisce come si fa con una cosa preziosa. Ma la nostra visita ci ha fatto balenare nella mente un’altra immagine suggestiva: quella di un’incubatrice. Come se la libertà di chi ha commesso un crimine fosse una sorta di nascita prematura che necessità. Oppure un malanno che va debellato quanto prima.
Intanto cominciamo col dire che quello di Spini, se genericamente è usuale chiamare “carcere”, è in realtà una casa circondariale, cioè un carcere giudiziario e non una casa di reclusione. Insomma, vi sono detenute solo le persone in attesa di giudizio e quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni (o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni). Fine della lezioncina etimologica.
Siamo a Spini di Gardolo, una zona industriale zeppa di capannoni, camion, uffici e officine varie. Sì, un mezzo carcere pure questo, ma a frequenza volontaria. La nostra meta è una costruzione squadrata posta in fondo ad un lungo viale. La prima cosa che salta all’occhio è che non si vedono sbarre; quelle sono tutte all’interno: una piccola ipocrisia architettonica al servizio del politicamente corretto? Forse. Ma ad una prima distratta occhiata non si vedono nemmeno torrette di guardia o filo spinato. Sì, la Casa Circondariale pare proprio l’ennesima azienda dell’aziendopoli posta a nord del capoluogo. Tutt’altra cosa rispetto al vecchio carceraccio di via Pilati: lì le sbarre si vedevano eccome, e pure i detenuti, assieme a tutte le leggende che giravano su quel luogo, docce di acqua fredda comprese...


Leggi tutto l'articolo qui:
http://www.curcuegenovese.it/index.php/libri/trentino-mese/settembre-2016.html

Settembre in Primiero: la grande bellezza

Una malga incantata, un’altra sognata, una villa dove si collezionano elementi naturali, un fienile fuori dal mondo in cui fare un salto nel tempo: c’è molto da scoprire in Trentino, fatelo con noi.Leggi tutto l'articolo…